IL FESTIVAL DELL’ALTA PAURA
Pubblicato il 26/07/2026 • Uncategorized

Sindacato P.R.E.Si.Di.
COMUNICATO STAMPA
Val Susa, ancora scontri: P.R.E.SI.DI. chiede risposte
Torino, 26 luglio 2026
Ancora una volta, così come già troppe volte in passato, ci ritroviamo a commentare gli esiti di una giornata folle: sabato 25 luglio 2026, Festival dell’Alta Felicità, con eventi che per alcuni giorni hanno interessato i territori della Val Susa.



Le immagini di questa giornata scorrono veloci nei notiziari, commentate con maggiore o minore enfasi a seconda della sensibilità di chi le racconta. Le stesse immagini resteranno però ben impresse nella memoria degli operatori delle forze armate e di polizia impiegati a garantire l’ordine pubblico in quei territori, in particolare nei cantieri di Chiomonte e San Didero.
Per gli addetti ai lavori è noto da tempo che il Festival dell’Alta Felicità rappresenti l’ennesima occasione affinché centinaia di soggetti delle aree antagoniste più estremiste, italiane ed europee, vi confluiscano con l’unico intento di provocare disordini e scontri con le forze dell’ordine.
Ma questa volta qualcuno ha alzato l’asticella: tra gli uomini e le donne in uniforme impiegati ieri è maturata, motivatamente, la sensazione che gli antagonisti stessero “cercando il morto”.
Un attacco pressoché simultaneo su due cantieri, il blocco di una statale e di un’autostrada, soggetti travisati e vestiti in modo identico per rendere impossibile l’identificazione, equipaggiati di maschere protettive, fionde per pietre e bulloni, “mortai” e “tubi di lancio” artigianali, bombe carta e molotov innescate con petardi ad alto potenziale: non si può più negare che si tratti di “attività” programmate a tavolino, che nulla hanno a che fare con pacifiche manifestazioni di dissenso.
Il bilancio: oltre 50 feriti tra le forze dell’ordine, diversi mezzi dati alle fiamme, la palazzina infrastrutturale TELT del cantiere di Chiomonte, reti Betafence e recinzioni divelte, danni per centinaia di migliaia di euro.


Una riflessione: il cantiere TAV è ancora un obiettivo sensibile strategico nazionale? La sua tutela è ancora una priorità dello Stato? Se sì, l’impiego del personale non può essere lasciato all’improvvisazione.
Nell’ultimo decennio, troppe volte a scene come questa sono seguite solo esternazioni di solidarietà di circostanza da parte di chi ha la responsabilità politica e amministrativa. Ma non è con la solidarietà postuma che si fermano i “mortai”, i “tubi di lancio” e le molotov, né con promesse di strumenti mai arrivati che si evita ai poliziotti e ai carabinieri di finire in ospedale.
Tra il personale in uniforme serpeggia, a ragion veduta, il dubbio di essere abbandonato al proprio destino da chi dovrebbe metterlo in condizione di far rispettare lo Stato di Diritto. La responsabilità penale resta personale, ma quella politica e ideologica è equamente divisibile fra chi, in qualche modo, cerca di legittimare o sminuire quanto accaduto.
P.R.E.SI.DI. chiede una condanna politica immediata e senza ambiguità di quanto accaduto, e l’adozione concreta di una linea di tolleranza zero nei confronti di chi si è reso responsabile degli attacchi alle forze dell’ordine: non sono più tollerabili distinguo, minimizzazioni o silenzi. Questa associazione, unitamente alle altre sigle sindacali delle forze armate e di polizia, non intende più assistere passivamente e sosterrà senza riserve ogni iniziativa concreta a tutela dell’incolumità degli uomini e delle donne in uniforme.
Pierluigi Capra / Giancarlo Cinelli
Segretari Generali Comparti Difesa e Sicurezza – P.R.E.SI.DI.
www.sindacatopresidi.it
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Il presente comunicato è destinato alla pubblicazione sul sito istituzionale del Sindacato P.R.E.SI.DI. e alla diffusione agli organi di stampa.
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