Allerta Pensioni: Bloccare gli emendamenti 59.0.14 e 62.0.5 al DDL n. 1689, che tradiscono i Vigili del Fuoco, le Forze dell’Ordine e i Militari
Pubblicato il 02/12/2025 • Uncategorized

L’Associazione Fondo Pre.Si.Di. ha scritto al Senato della Repubblica per chiedere il ritiro di due proposte gemelle che stravolgerebbero la legge, eliminerebbero diritti acquisiti e negherebbero il futuro della previdenza complementare.
Ecco cosa sta succedendo.
Cari Soci, Simpatizzanti e tutti coloro che hanno a cuore il futuro pensionistico del personale in divisa, è in corso in questi giorni al Senato un tentativo, pericoloso e subdolo, di deviare il percorso già stabilito dalla legge per le nostre pensioni. Parliamo delle Proposte di modifica n. 59.0.14 al DDL n. 1689, firmata dai Senatori Lisei, Gelmetti, Zedda e De Priamo (Fratelli d’Italia) e la n. 62.0.5 firmata dai Senatori Pucciarelli, Tosato, Pirovano, Testor, Dreosto (Lega)


Dopo un’attenta e preoccupata analisi, la nostra Associazione ha deciso di intervenire tempestivamente per denunciare i gravissimi rischi di questi emendamenti e proteggere i diritti di tutti noi. Oggi abbiamo inviato una lettera ufficiale all’Ufficio Legislativo dei due schieramenti politici e direttamente ai Senatori firmatari, chiedendo formalmente il ritiro delle proposte.
Ma cosa c’è di così sbagliato in questo emendamento?
In sintesi, questa modifica rappresenta un tradimento triplo delle aspettative e dei diritti già sanciti:
- Tradisce la Legge dello Stato. La Legge di Bilancio 2022 (L. 234/2021) aveva già tracciato la strada giusta, stanziando risorse per due pilastri: aumentare i coefficienti di trasformazione del sistema obbligatorio E, contemporaneamente, avviare finalmente la previdenza complementare per noi. L’emendamento vuole dichiarare il primo “sostitutivo” del secondo, cancellando di fatto il diritto a un fondo pensione dedicato e dirottando le risorse altrove. È un’evidente forzatura che stravolge la volontà del Parlamento ma soprattutto di noi cittadini in divisa e delle NOSTRE FAMIGLIE
- Tradisce una certezza per un’illusione. Per “fare spazio” a questo aumento dei coefficienti, l’emendamento renderebbe di fatto incompatibile e quindi eliminerebbe l’unico correttivo concreto che abbiamo oggi: il molliplicatore del montante contributivo. Il moltiplicatore, pur non essendo la soluzione definitiva, è un diritto che entra stabilmente nel calcolo. I coefficienti, invece, sono per legge variabili e vengono tagliati ogni due anni in base all’aspettativa di vita. Ci stanno proponendo di barattare un meccanismo certo con una promessa scritta sulla sabbia, che il primo Governo futuro potrebbe azzerare per “ragioni di bilancio”.
- Tradisce la coesione della categoria. La proposta creerebbe due pesi e due misure tra di noi. Chi ha redditi molto alti e può versare contributi oltre il tetto massimo (circa 110.000€) avrebbe un vantaggio sproporzionato da coefficienti più elevati. La stragrande maggioranza del personale, invece, vedrebbe un beneficio minimo e precario, perdendo il moltiplicatore che beneficiava tutti equamente. È una manovra che divide per governare, minando l’unità che abbiamo sempre mostrato nella battaglia per pensioni dignitose.
La Nostra Azione: Chiarezza, Legalità, Unità.
Per queste ragioni, abbiamo deciso di non stare in silenzio. Le nostre lettere al Senato (che potete leggere in versione integrale a fondo pagina) sono un atto di responsabilità. Non siamo contro il miglioramento dei coefficienti, ma siamo fermamente contrari a che questo avvenga a spese della previdenza complementare e del moltiplicatore che diverrebbe incompatibile con l’aumento dei coefficienti di trasformazione.
Chiediamo con forza ai Senatori di:
- Ritirare l’emendamento nella sua forma attuale.
- Rispettare la Legge 234/2021, utilizzando le risorse già stanziate per perseguire entrambi gli obiettivi: un serio adeguamento dei coefficienti E l’avvio immediato del fondo di previdenza complementare negoziale Pre.Si.Di., che rimane l’unica soluzione strutturale, patrimonializzata e duratura.
Il futuro delle nostre pensioni non si baratta. Si costruisce.
Questa battaglia è cruciale. Accettare un “contentino” oggi, volatile e divisivo, significherebbe rinunciare per sempre alla possibilità di avere un vero secondo pilastro pensionistico, come hanno già i dipendenti di tutti gli altri settori lavorativi.
Contiamo sul vostro supporto e sulla vostra voce. Condividete questo articolo, parlatene con i colleghi, fate sentire che la categoria è unita e vigile. Seguiremo ogni sviluppo e vi terremo aggiornati su ogni passo.
Insieme, per una pensione sicura. Insieme, per il Fondo Pre.Si.Di.
Il Direttivo dell’Associazione Fondo Pre.Si.Di. (Previdenza, Sicurezza e Difesa)
P.S.: Per chi volesse approfondire i dettagli tecnici della proposta e le nostre argomentazioni complete, ecco il testo della mail inviata al Senato è disponibile:
Associazione Verso Fondo Pre.Si.Di.
Https://associazione.fondopresidi.it
a favore dei lavoratori dei comparti Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico
Via F. Cascione n°140, 18100 Imperia (IM)
Indirizzo mail: associazioneverso@fondopresidi.it
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