Una proposta di studio P.R.E.SI.D.I. per valutare, nei diversi ordinamenti dei comparti Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico, l'utilizzo del lavoro agile nelle attività concretamente compatibili.
"Non lavorare meno. Lavorare diversamente, quando il servizio lo consente."
Il mondo del lavoro pubblico è profondamente cambiato negli ultimi anni. Digitalizzazione, dematerializzazione dei procedimenti, accesso remoto agli applicativi e nuove modalità organizzative hanno reso possibile svolgere numerose attività senza una presenza fisica continuativa nella sede di servizio.
Il tema non riguarda soltanto le Forze Armate. Anche nelle Forze di Polizia, a ordinamento militare o civile, e nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco esistono funzioni che richiedono necessariamente la presenza fisica e altre attività di natura amministrativa, documentale, tecnica, di studio, pianificazione o supporto che possono meritare una valutazione diversa.
Gli ordinamenti sono differenti e le relative discipline devono essere esaminate separatamente. Tuttavia, il principio organizzativo che P.R.E.SI.D.I. intende sottoporre alle diverse Amministrazioni è comune: la compatibilità con il lavoro agile dovrebbe essere valutata in relazione all'attività concretamente svolta e non soltanto in ragione dell'appartenenza a un Corpo o a un'Amministrazione.
Il Ministero della Difesa ha già maturato una propria esperienza sul lavoro agile. Durante il periodo emergenziale, specifiche disposizioni della Direzione Generale per il Personale Militare – PERSOMIL hanno disciplinato l'applicazione del lavoro agile anche al personale militare: è da questa esperienza che l'Area Studi P.R.E.SI.D.I. ha scelto di avviare il proprio percorso.
Se la risposta è sì, riteniamo utile che le Amministrazioni competenti valutino, ciascuna secondo il proprio ordinamento, una disciplina specifica e rigorosa.
P.R.E.SI.D.I. è un'organizzazione sindacale aperta ai lavoratori dei comparti Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico e sviluppa, attraverso la propria Area Studi, approfondimenti e proposte sulle principali questioni che interessano il personale in divisa.
La specificità dei diversi ordinamenti impone naturalmente interlocuzioni distinte con le singole Amministrazioni competenti. Per questo motivo, sul tema del lavoro agile, P.R.E.SI.D.I. intende sviluppare un percorso comune di studio accompagnato da iniziative istituzionali autonome per ciascun comparto.
Il lavoro in divisa non è disciplinato da un unico ordinamento. Forze Armate, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria e Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco appartengono a sistemi organizzativi e normativi differenti.
Per questa ragione P.R.E.SI.D.I. non intende formulare una richiesta indistinta. L'obiettivo è invece quello di sviluppare un principio comune e declinarlo separatamente nei diversi ordinamenti.
Per ogni Amministrazione sarà predisposta una nota autonoma, costruita sulla relativa disciplina, sull'organizzazione del servizio e sulle concrete attività potenzialmente compatibili con il lavoro agile.
Permesso, licenza, congedo o altro istituto che comporta, secondo la relativa disciplina, la mancata prestazione lavorativa nel periodo interessato.
Il dipendente continua a lavorare, rimane in servizio e svolge la propria prestazione secondo obiettivi, strumenti, modalità di verifica e fasce di contattabilità stabiliti dall'Amministrazione.
In alcune situazioni, il lavoro agile può consentire all'Amministrazione di conservare una prestazione che, diversamente, potrebbe essere temporaneamente perduta per effetto di un'assenza.
P.R.E.SI.D.I. non propone di sostituire permessi, licenze o congedi previsti dalla legge. Si tratta di istituti autonomi e pienamente tutelati.
L'Area Studi ha avviato il proprio lavoro partendo dal comparto Difesa, per il quale è stato possibile ricostruire una significativa esperienza pregressa di utilizzo del lavoro agile durante il periodo emergenziale.
Durante l'emergenza epidemiologica, PERSOMIL ha emanato diverse disposizioni riguardanti il lavoro agile del personale militare, tra cui la Circolare PERSOMIL dell'11 gennaio 2021, prot. M_D GMIL REG2021 0007150, che richiamava numerose precedenti disposizioni del 2020.
Per alcune categorie di personale militare fragile, la circolare prevedeva lo svolgimento "di norma" della prestazione in modalità agile.
Si trattava di una disciplina emergenziale, legata a un contesto straordinario: non la presentiamo come fonte di un diritto attuale.
Il Piano Organizzativo del Lavoro Agile del Ministero della Difesa 2022–2024 richiama le direttive e circolari emanate durante l'emergenza, sia per il personale civile sia per quello militare.
"L'idoneità o meno di un'attività ad essere svolta in modalità agile dipende in concreto dall'attività stessa e non dal settore generale che la ricomprende."
L'analisi proseguirà, con metodologia analoga ma nel rispetto dei differenti ordinamenti, nei confronti dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
P.R.E.SI.D.I. riconosce la piena necessità della presenza fisica per numerose funzioni operative. Non chiediamo lo smart working per tutto il personale e per qualsiasi incarico, ma una valutazione realistica attività per attività.
Il criterio dovrebbe essere l'attività concretamente svolta, non una esclusione automatica derivante dallo status o dal comparto di appartenenza.
Possibilità, in determinate situazioni, di continuare a rendere la prestazione invece di ricorrere necessariamente ad un'assenza.
Il personale dei comparti Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico può essere soggetto ad assegnazioni e trasferimenti che comportano percorrenze quotidiane significative.
La riduzione anche parziale degli spostamenti può comportare minori costi di carburante, trasporto e gestione quotidiana per le famiglie.
Una maggiore flessibilità, quando compatibile con il servizio, può aiutare il personale ad affrontare particolari situazioni familiari senza interrompere l'attività lavorativa.
Il lavoro agile può favorire modalità di organizzazione fondate su risultati, responsabilizzazione e digitalizzazione dei processi.
I benefici economici non costituiscono il fondamento giuridico della proposta. Il lavoro agile rimane innanzitutto uno strumento organizzativo.
Un lavoratore in divisa può essere assegnato lontano dal proprio domicilio e percorrere quotidianamente distanze rilevanti per raggiungere la sede di servizio. Quando la giornata è dedicata esclusivamente ad attività amministrative o documentali compatibili con il lavoro a distanza, anche una limitata possibilità di lavoro agile può ridurre tempi, costi e spostamenti senza sottrarre una sola ora di lavoro all'Amministrazione.
Può accadere che un dipendente sia pienamente in grado di lavorare ma incontri, per un periodo limitato, una difficoltà familiare o logistica che rende complesso raggiungere la sede. Se la prestazione è concretamente remotizzabile, il lavoro agile può consentire di continuare a lavorare invece di ricorrere necessariamente a un'assenza.
Permessi, congedi e licenze restano istituti autonomi e non possono essere sostituiti forzatamente dal lavoro agile.
Se un'attività può essere svolta a distanza in condizioni di sicurezza, la possibilità di continuare a lavorare può tradursi in continuità operativa, minore perdita di giornate lavorative e maggiore flessibilità organizzativa.
Il punto non è scegliere tra interesse del lavoratore e interesse dell'Amministrazione. Nelle attività compatibili, il lavoro agile può tutelare entrambi.
Un percorso unico nel metodo, che parte da un problema comune e si declina in un approfondimento autonomo per ciascuna Amministrazione.
P.R.E.SI.D.I. ha avviato una ricognizione sul lavoro agile nei comparti Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico, esaminando la normativa generale in materia.
È stata elaborata una relazione tecnico-giuridica dedicata al personale militare, esaminando normativa generale, circolari PERSOMIL, POLA Difesa ed esperienza organizzativa del Ministero della Difesa.
In data [DATA DA INSERIRE], è stata trasmessa al Ministero della Difesa una nota con cui P.R.E.SI.D.I. ha sottoposto alla valutazione del Dicastero l'opportunità di approfondire l'introduzione di una disciplina dedicata al personale militare.
P.R.E.SI.D.I. non ha chiesto un'applicazione indiscriminata dello smart working, ma l'apertura di una riflessione tecnica sulle attività concretamente compatibili.
Saranno predisposti approfondimenti specifici per l'Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato, la Polizia Penitenziaria e il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Ogni iniziativa sarà indirizzata all'Amministrazione competente, senza sovrapporre ordinamenti e discipline differenti.
In attesa di riscontro / interlocuzione con l'Amministrazione competente.P.R.E.SI.D.I. intende sottoporre alle diverse Amministrazioni una medesima domanda organizzativa: esistono attività svolte dal personale in divisa che possono essere eseguite, anche parzialmente, a distanza senza pregiudizio per operatività, sicurezza, continuità ed efficienza del servizio?
Se la risposta è positiva, riteniamo utile che ciascuna Amministrazione valuti una disciplina coerente con il proprio ordinamento.
Non chiediamo una disciplina unica per tutti. Chiediamo che il tema venga affrontato, Corpo per Corpo e Amministrazione per Amministrazione, partendo dalla concreta mappatura delle attività.
Nel caso della Difesa, primo comparto approfondito, l'obiettivo è stato individuare, insieme al Ministero, il percorso normativo, regolamentare e organizzativo più appropriato — un metodo che potrà orientare, senza automatismi, anche le successive fasi dedicate agli altri Corpi.
La proposta per il comparto Difesa potrebbe partire da:
Prima di parlare di diritti negati vogliamo conoscere la posizione dell'Amministrazione. Prima di contestare, vogliamo costruire.
I documenti vengono pubblicati per garantire trasparenza sull'attività svolta dal Sindacato.
Studiare ordinamenti diversi, confrontare discipline, predisporre relazioni tecniche e portare proposte concrete davanti alle singole Amministrazioni richiede tempo, competenze e partecipazione. È questo il sindacato che vogliamo costruire: un'organizzazione capace di unire lavoratori provenienti da Corpi differenti senza cancellarne le specificità, individuando problemi comuni e affrontandoli con strumenti adeguati a ciascun ordinamento. Se condividi questo modo di fare sindacato, sostieni P.R.E.SI.D.I.
Più partecipazione significa più capacità di studiare, proporre e portare avanti iniziative concrete per i lavoratori dei comparti Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico.